Mi presento: mi chiamo Francesco Sgaravatti, sposato con 3 figli, consulente informatico e maestro di scacchi.
Ho cominciato a giocare a scacchi fin da bambino, mi insegnò a giocare mio padre, i miei pimi tornei erano dei triangolari in famiglia a cui partecipava anche mio fratello.
Il mio primo libro di scacchi fu il mitico "Il libro completo degli scacchi" di Adriano Chicco e Giorgio Porreca, un grande libro che scatenò le mie fantasie di ragazzo di giocare un giorno con i grandi maestri russi, ricordo che me lo feci regalare per il mio tredicesimo compleanno.
Poi venne il match Fisher - Spassky del 1972 e lì la passione diventò davvero bruciante.
Qualche anno dopo (1974) venne il torneo di Venezia, con l’allora campione sovietico Savon e un giovane Timman, ricordo di avere assistito alla storica vittoria di Mariotti contro Savon con la sorprendente idea 5c5!? sull’attacco Panov.
Alla fine del torneo ci fu una simultanea di Savon e Smislov, giocai contro Savon e vinsi! Provai una emozione grandiosa! Il grande maestro sovietico che sorridente mi stringe la mano e abbandona, un sogno ad occhi aperti.
L’anno dopo (1975) vinsi il campionato studentesco padovano e l’anno dopo (1976) formulai pubblicamente la mia scommessa: diventerò candidato maestro entro l’anno!
Promessa mantenuta in 4 soli tornei! Verona (aprile), Marina Romea (agosto), Rovigo (settembre) e finalmente Arco di Trento (ottobre) dove vinsi anche il torneo con un perentorio 7 su 8.
Mi sentii appagato e da allora feci pochissimi tornei, mi dedicai però al gioco per corrispondenza e presi il titolo di maestro della "Accademia scacchistica Italiana" (l’associazione della rivista “Italia Scacchistica”).
Il più significativo successo di quel periodo fu la vittoria in quinta scacchiera nell’incontro per corrispondenza "Italia Sacchistica" – "Europe echecs" (1980) dove sfruttai un errore di valutazione di Sozin nella enciclopedia delle aperture che dava come vantaggiosa per il nero una posizione che non lo era affatto. Il mio avversario si fidò e venne mattato in sole 21 mosse. Anche a distanza di tanti anni questa partita rimane una autentica gemma, nonché un contributo di interesse teorico.
La partita venne pubblicata nella rivista.
Per il successivo ventennio (!) non ho quasi più partecipato a tornei "seri" individuali, troppo impegnato come ero con la mia attività imprenditoriale cominciata giovanissimo, giocavo solo per la squadra di Padova (con Rossi, Manca e il compianto Roberto Ziglio). Nel 1989 ci fu l’impresa in Coppa Italia in cui arrivammo in finale contro Roma (Mariotti, D’Amore, Steinfl, Satta).
Perdemmo la finale con il minimo scarto ma io vinsi la mia partita con una bella combinazione.
La partita venne pubblicata nel Gazzettino di Venezia con il classico diagrammino "Il bianco muove e vince".
Dal 1991 ho partecipato quasi tutti gli anni al particolare torneo di Monselice "Il palio delle contrade".
Si tratta di una manifestazione in cui, dopo un torneo di selezione semilampo tra i giocatori rappresentanti le 9 contrade (un giocatore per contrada), si gioca una finale a cadenza seria tra i primi 2. La partita viene poi rappresentata in Piazza Mazzini a Monselice con i pezzi viventi e il commento dal vivo dei maestri finalisti, negli ultimi anni è stato aggiunto anche il maxi-schermo collegato a Fritz.
Sono arrivato 4 volte alle finale di questa manifestazione (diventata via via sempre più forte) vincendone una edizione.
Nel 2003 ho preso l’Elo Fide con un discreto torneo in Austria, questo è stato un primo stimolo per riprendere a giocare con impegno.
Nuovi e forti stimoli sono venuti negli ultimi anni dal torneo "La sfida al campione" organizzato generosamente dall’appassionato antiquario padovano Alessandro Bordin.
Grazie a questo appuntamento fisso (circa mensile) ho avuto modo di incontrarmi frequentemente con alcuni forti maestri (Rossi, Genocchio, Mrdja, Cacco, Simoli…) qualche volta prendendole e qualche volta dandole e in particolare ho goduto della fortunata presenza del GM Erald Dervishi come studente di giurisprudenza a Padova.
Dopo un primo periodo in cui Erald mi batteva sistematicamente in particolare con il nero manovrando splendidamente i due alfieri contro la mia variante del cambio della spagnola incominciai a studiare il suo gioco notando per esempio con il bianco veniva messo i difficoltà dalla difesa Alechin di Milan Mrdja e che un suo punto debole poteva essere individuato nel suo monocorde sistema di apertura.
Con il nero ho così deciso di imitare Mrdja ed almeno la prima volta il successo è arrivato (patta); così la Alechin è entrata a far parte del mio repertorio.
Con il bianco è andata ancora meglio, già la prima volta che gli ho giocato la classica 3Ac4 e quindi 4 Cg5 contro la sua sistematica 2 cavalli ho vinto in 25 mosse, vinsi poi anche nella successiva occasione (aprendo un mini-dibattito teorico) e sfiorai la vittoria la terza volta.
Questi successi, che mi hanno dato grande fiducia nei miei mezzi e nel mio metodo di preparazione, sono stati ottenuti utilizzando materiale teorico di prima qualità (Yearbook) e analisi personali al computer. Sì, potevo farcela anche con i GM!
Il massimo è stato al torneo delle contrade del 2006, quando, forse per evitare la mia preparazione, giocò la "strana" 2…De7 nella partita di re (1e4,e5; 2Cf3,De7) credo entrando in una posizione che non gli era abituale e venne letteralmente travolto sul piano posizionale. Fui l’unico che riuscì a batterlo anche se poi si qualificò comunque per la finale vincendo quella edizione ex-aequo con Niccolò Ronchetti.
Ho così deciso di darmi l’obbiettivo di diventare maestro, dopo qualche alto e basso iniziale, soprattutto dovuto alla impossibilità di dare continuità alla attività di torneo la mia salita è iniziata nel 2006 in cui ho gocato bene guadagnando 42 punti in 2 soli tornei.
Il percorso positivo è continuato nel 2007, al torneo di Bergamo dove ho incontrato per la prima volta un GM in un torneo serio (Todorov) e sono andato in vantaggio! Dopo avere rifiutato una sua proposta di patta in posizione vincente ho codardamente proposto la patta a mia volta dopo qualche mossa (proposta ovviamente accettata al volo), ecco una cosa che mi sono ripromesso di non fare più.
In novembre ho vinto poi il piccolo open di Pescantina (Vr) con 5 punti su 5 e in dicembre sono arrivato primo degli italiani all’Open di Padova con 6 punti su 9, in quel torneo da ricordare la bella partita e vittoria mancata contro Laketic (che avrebbe poi vinto il torneo) al secondo turno e la vittoria con De Santis all’ottavo anche se dopo una apertura non proprio impeccabile.
A questo punto mi sono trovato a 2185 Elo molto vicino al livello di maestro (2200 Elo), livello che ho raggiunto vincendo l’Open Fide inserito nel 4° Festival Scacchistico Internazionale Città di Cattolica il 7 giugno 2008.
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>> L'archivio scacchistico di Francesco Sgaravatti diviso per anni
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